Il solle brilla a ritmo, ci sta dando il giusto addio. Il crepuscolo illumina quel poco per far brillare ancora l’oracolo di bottiglie vuote e abbandonate. Non so perché lo vedo come un oracolo dato che il futuro non ce lo dice ma ce lo offre, bah, sarà per quello, o per la forma di cerchio, o perché appunto sono finite e basta. Non hai notato che stasera il prato è spugnoso? è un gonfiabile naturale, ci farei dei salti alti tre metri, no forse tre metri no, esagero. Incantevoli i nostri corpi quando non sono né luce né ombra, ci fa nuotare nel suo dubbio ambrato per farci fare quello che vogliamo. Il cuore vuole uscire pulsando con potenza sul petto, tutto si muove eccetto le poche stelle che si vedono. Fortuna che i tuoi vestiti psichedelici fermano questa giostra. Ho bisogno della loro energia, posso toccarli? Per favore Sconosciuta Distesa, muori per me, distendi le braccia e nel frattempo entra nell’anima di un corvo. Ti voglio fredda, inanime, come se ti fossi appena abbandonata a un precipizio e ora ne fossi reduce. Solo il vento ha il permesso di spostarti i capelli. Solo le mie mani possono liberarti da questa prigione interiore. Solo la mia lingua può trasmetterti elettricità.
Gambe divaricate. Ora sei pronta per diventare una stella e precipitare da me quando voglio. Ma stanotte non andartene, voglio precipitare all’infinito sul tuo cadavere e darti il mio calore, chissà se riusciamo a stare tra vita e morte, tra ombra e luce.
(Fonte: facebook.com)
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postato da victordandy
